La Fondazione CST

logo Fondazione CST Comelico e Sappada.JPGCon la Legge Regionale del Veneto n. 34 del 24 dicembre 2004, è stata riconosciuta la Fondazione "Centro Studi Transfrontaliero del Comelico e Sappada" (Fondazione CST), a riconoscimento e sostegno della specificità strategica dell’area del Comelico e Sappada come zona transfrontaliera caratterizzata da “vitali rapporti di vicinanza e legami etnici e religiosi con l'Alta Pusteria e l'Austria” e con la finalità di consolidare e promuovere gli scambi culturali, commerciali, economici e turistici tra i territori nonché di tutelare e valorizzare l'ambiente montano nel suo complesso.

La Fondazione CST si configura come un’associazione non lucrativa ad utilità sociale che ha come scopo quello di promuovere e favorire la ricerca, lo studio, i contatti e la conoscenza degli antichi rapporti e dei valori culturali e sociali presenti nelle rispettive Comunità transfrontaliere del Veneto, Alto Adige, Osttirol e Carinzia.

 

Venerdì 12 maggio 2006 la sottoscrizione dell'atto costitutivo

NASCE LA FONDAZIONE CENTRO STUDI TRANSFRONTALIERO COMELICO E SAPPADA

lettura atti.JPGIl 12 maggio 2006 ha avuto luogo la sottoscrizione formale dell'atto costitutivo della Fondazione Centro Studi Transfrontaliero del Comelico e Sappada da parte dei soci fondatori, presso lo studio notarile Ruggiero di Santo Stefano di Cadore. Un momento importante che ha visto presenti la Regione Veneto con Sira Donadon, delegata dal presidente Giancarlo Galan; la Provincia di Belluno con l'assessore Angelo Costola, su delega del presidente Sergio Reolon; la Comunità Montana Comelico e Sappada rappresentata dal suo presidente Valerio Piller Roner. Erano presenti anche il consigliere regionale Guido Trento e l'ex consigliere della Comunità Montana Danilo Zandonella. Erano passati solo venti mesi da quando il Consiglio Regionale con la legge n. 34 del 24 dicembre 2004 aveva approvato la costituzione di questo organismo volto a promuovere e favorire la ricerca, lo studio, i contatti e la conoscenza degli antichi rapporti e dei valori culturali e sociali presenti nei territori di confine del Veneto con le rispettive comunità dell'Osttirol e della Carinzia. L'iniziativa era partita da un ordine del giorno della Comunità Montana Comelico e Sappada che il consiglio approvò su proposta di Danilo Zandonella Piton, al fine di ottenere il riconoscimento della importante attività transfrontaliera svolta dal comprensorio comeliano (confinante fisicamente per circa 10 km con l'Austria), per lunga tradizione secolare e negli ultimi anni grazie anche all'utilizzo dei fondi UE del programma Interreg Italia - Austria che hanno generato molti e interessanti progetti comuni nei settori del turismo, della cultura, dell'ambiente, della formazione. La costituzione della Fondazione Centro Studi ha la funzione di servire da impulso e coordinamento per le nuove attività che si renderanno necessarie nel periodo di contribuzione UE 2007-2013, visto che proprio il programma Interreg sarà tra quelli di maggiore interesse per lo sviluppo dei rapporti tra Veneto e Austria.


Dallo STATUTO DELLA FONDAZIONE CENTRO STUDI TRANSFRONTALIERO DEL COMELICO E SAPPADA

La "FONDAZIONE CENTRO STUDI TRANSFRONTALIERO DEL COMELICO E SAPPADA" è stata costituita tra gli enti "Comunità Montana Comelico e Sappada", "Provincia di Belluno" e "Regione del Veneto". Essa ha sede in Santo Stefano di Cadore (BL), via Dante Alighieri n. 3, presso la sede della Comunità Montana Comelico e Sappada.
La Fondazione ha come scopi principali di promuovere e favorire la ricerca, lo studio, i contatti e la conoscenza degli antichi rapporti e dei valori culturali e sociali presenti nei territori delle rispettive comunità transfrontaliere del Veneto, Osttirol e Carinzia. Si propone altresì di:
a) promuovere e sostenere iniziative culturali e scientifiche, di svolgere attività di divulgazione e promozione culturale, realizzare attività formative e di ricerca anche in collegamento con le scuole, le Università ed altre Istituzioni scientifiche e/o culturali nazionali ed internazionali, con particolare riguardo alle iniziative finanziate dai programmi di cooperazione territoriale promossi dall'Unione Europea, nonché dalla Regione e dallo Stato Italiano;
b) sostenere e sviluppare la creatività e la ricerca letteraria, artistica e scientifica a difesa e valorizzazione dei valori umani ed etici, delle tradizioni culturali e religiose;
c) individuare valori ed interessi condivisibili che abbiano una chiara valenza culturale, sociale ed economica pur nel rispetto della specificità;
d) istituire un "forum permanente" di incontri, analisi e discussioni al fine di produrre azioni comuni tese a promuovere la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, lo sviluppo dell'economia, del turismo, dell'artigianato e dell'agricoltura, comprese le attività silvo-pastorali e le produzioni tipiche;
e) essere lo strumento per la creazione e lo sviluppo di un partenariato euroalpino che promuova l'incontro, lo scambio, l'adeguazione reciproca, la collaborazione e la solidarietà tra Paesi vicini;
f) sostenere le minoranze linguistiche e socio-culturali considerandole quale valore e risorsa culturale ed identitaria.
Il patrimonio della Fondazione è costituito dai beni immobili, dai titoli azionari ed obbligazionari pubblici e privati, dalla somme di denaro provenienti da contributi pubblici della Regione, della Provincia, della Comunità Montana, dei Comuni e potrà venire aumentato ed alimentato con oblazioni, donazioni, legati ed erogazioni di somme di denaro per contributi pubblici e privati.
La Fondazione si compone dei seguenti organi: il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, il Comitato scientifico e il Revisore dei Conti.
Il Consiglio d'Amministrazione è composto da un membro nominato dal Presidente della Giunta regionale del Veneto, da un membro nominato dalla Provincia di Belluno e da un membro nominato dalla Comunità Montana Comelico e Sappada. Il Consiglio di Amministrazione nomina un Direttore Generale della Fondazione con l'incarico di sovrintendere alla svolgimento delle attività della stessa e di curare la sua gestione amministrativa.
Il Comitato Scientifico è invece un organo consultivo e potrà essere sentito nella predisposizione delle attività connesse alle finalità istituzionali.